Tre cime di Lavaredo ’13: la leggendaria impresa di Nibali

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Ieri ho assistito ad una tappa memorabile del Giro d’Italia: le tre cime di Lavaredo! Vincenzo Nibali ha vinto staccando tutti negli ultimi 3 KM, su una montagna dal panorama e dalle condizioni climatiche surreali. Sulla cima nevicava fortissimo e vedere i ciclisti faticare oltre per la salita, anche per il freddo, la neve, l’aria rarefatta, è stato una cosa unica. Mi ricorda tanto quelle tappe del Giro degli anni 50, che ho visto solo nelle repliche in TV. Ma questa tappa è stata anche la consacrazione di un campione italiano. Già, perché negli ultimi anni è mancato un campione che riuscisse a fare risultati nei tre grandi giri: il tour, il giro e la vuelta. NIbali, soprannominato lo squalo, è riuscito per il momento a vincere la vuelta (nel 2010), il giro (2013) e piazzandosi sul podio al tuor (3° nel 2012). Questo ragazzo ha ancora 28 anni e ha tanti anni davanti che gli potrebbero permettere di imporsi anche come vincitore al tuor, consacrandolo definitivamente come un campione a livello mondiale.

Negli ultimi anni solo Ivan Basso è riuscito a fare qualche impresa di rilievo. Ma la tappa di ieri è stata anche un grande evento che ha messo in secondo piano la notizia di doping di Di Luca. Per l’ennesima volta questo ciclistica (se ormai così lo si può ancora chiamare…) è stato trovato positivo all’epo. La notizia è rimbalzata in tutto il mondo. E la cosa è talmente ridicola che anche Lance Armstrong è intervenuto, nonostante avesse credito zero sulla cosa – cosa che ha ribadito lui stesso nel commento alla notizia di Di luca – visto la truffa doping più colossale della storia che lui stesso ha confermato.

Spero tanto che lo squalo sarà un campione che finirà la sua carriera in crescendo con una vittoria al tuor e possa essere ricordato come uno dei più grandi campioni italiani degli ultimi decenni. A questo sport servono campioni come questi perché uno sport di questa bellezza non può essere falsato da finti campioni dopati…

Un pensiero su “Tre cime di Lavaredo ’13: la leggendaria impresa di Nibali

  1. Non seguo il ciclismo ma sono felice per la vittoria di Nibali, peraltro siciliano come me.
    Non solo nel ciclismo, ma in tutti gli sport, tutti, occorrono campioni veri e non dopati, occorrono azioni limpide e non falsificate da mazzette varie. Lo SPORT è (era) cosa nobile un tempo…

    ciao
    Maria Rosaria

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