Certe distanze 

La ragazza indossa un costume bianco. Se ne sta seduta a pochi metri dal bagnasciuga. Io procedo rapidamente. Il vento è forte e soffia a raffiche irregolari. “Gostly Wind”, lo chiamano qui alle Hawaii. E non esiste una vela giusta per questo vento. Ma non esiste nemmeno un motivo per non provare lo stesso.

La spiaggia alle mie spalle è quasi deserta. Non c’è il solito traffico di persone che incontreresti a Ostia, o Fregene. Per un attimo le invento io. Migliaia di entità invisibili. Mamme. Papà. Bambini e coppie nascoste da qualche parte nell’etere. Un vociare inesistente che arriva da 18000 km di distanza. Il caos qui sembra una divinità imperscrutabile. Un dio occultato nei colori radiosi di un cielo azzurro. Talmente azzurro da sembrare dipinto a olio. Eppure sono reali. Il cielo. Il colore della sabbia. L’acqua trasparente. Gli occhi irraggiungibili di quella ragazza.

La vela si piega…

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