L’arte di comandare – Napoleone

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Aforismi

La Paura del pericolo, ed il desiderio di evitarlo conturbano le teste deboli che risentono solo le sensazioni fisiche. Prevalendosi del timore che essi provano, se ne può ottenere cose che non si avrebbero dalla loro probità.

Per poter far bene la polizia conviene essere senza passioni

Quando non vi è più la patria, un buon cittadino deve morire.

I preti devono essere la guida delle conoscenze, ma non avere giurisdizione esterna e corporale sui cittadini.

Ogni giorno ha il suo lavoro.

Ogni giorno ha il suo lavoro.

Un padre deve sempre dividere il suo pane coi figli, in qualsiasi fortuna ci si trovi.

I papi hanno commesso troppe imbecillità per crederli infallibili.

L’ignoranza dei preti è il più grande flagello del mondo.

Quando un principe ha sé uomini distinti non deve mai lasciar guidare le cose dello Stato da ignoranti e raggiratori.

I veri titoli di gloria per un principe sono le istituzioni, i benefici e le vittorie.

E cosa ingiusta, odiosa, ed impolitica il punire il figlio per le colpe del padre, e spogliarlo della sua eredità.

I Concili hanno voluto che i preti non si assomigliassero onde le cure domestiche non gli distogliessero dalle cure spirituali a cui esclusivamente devono attendere dalle cure spirituali a cui esclusivamente devono attendere.

La decadenza dell’Italia è data dal punto in cui i preti vollero governare le finanze, la polizia e l’armata.

La psicologia non è nelle sfera delle cognizioni di un generale d’armata o di un capo di una flotta. Esse trattano solo dalla membratura degli uomini. Ai filosofi appartiene ciò che sta sotto la scorza.

Quando ci sentiamo slanciati nella sfera della probabilità, non è possibile di frenare l’immaginazione..

Un pensiero bello e giusto espresso in bei versi scende più facilmente nell’anima, che la prosa la più purgata e la più splendida.

La poesia, la pittura e la scultura devono essere menzognere, ma con grandezza, con attrattiva e splendore.

Spetta agli uomini onesti l’illuminare il governo.

La perversità è sempre individuale o quasi mai collettiva. I fratellli i Giuseppe non potevano risolversi ad ucciderlo; Giuda da sé freddamente, ipocritamente, e con basso calcolo tradisce il suo maestro.

A cinquant’anni le passioni sono spente o quasi spente; i desideri sono attuati e i disinganni sono molti; allora la tenerezza di una casta e paziente sposa è un soave rifugio, è l’arcobaleno che apparisce dopo la tempesta.

Non è agli uomini i quali hanno una responsabilità morale e politica che devono affidare le contabilità minute.

Le rappresaglie sono una misera risorsa.

Certe combinazioni morali producono le rivoluzioni negli imperi, ocme certe combinazioni chimiche producono i vulcani.

Le regole stesse ci obbligano a ragionare per sapere se non ci scostiamo dalle regole.

Una religione che si limita alla vita terrestre dell’uomo senza dirgli donde viene e dove va, può sostenersi.

Ciascuno deve stare nella religione in cui è nato.

Vi è un lungo tratto fra la ricompensa accordata dai capi intelligenti di una nazione, e la popolarità che si traduce in memorie e in tradizioni di piazza.

La vera saggezza generalmente consiste in una determinazione energica.

La felicità della patria può solo acquistarsi in modo sicuro colla saggezza e colla moderazione dei pensieri.

Non ha forse il sole anch’esso le sue macchie?

La pretesa della nobiltà del sangue è un’idea assurda e ripugnante.

Dal sublime al ridicolo vi è appena un passo.

La sovranità non sta nel titolo, ne il trono nel suo apparato.

Non vi è un individuo per quanto sia perverso, del quale un grande ingegno non sappia trarre partito.

Le basi indispensabili della società sono l’ozio ed il lusso.

La maggior parte dei sentimenti sono tradizioni: noi li proviamo perché ci precedettero.

La statistica è il budget delle cose.

Il sentire è un bisogno del cuore, come il cibarsi è un bisogno del corpo.

Sentire è amare, nutrire affetto per qualcuno; l’uomo dovette dapprima conoscere la pietà, l’amicizia, l’amore; indi ne vennero la riconoscenza, la venerazione il rispetto.

La ragione ed il sentimento sono inerenti all’uomo, come del pari lo sono la coscienza e la virtù.

Il fato di Astianatte prigioniero dei Greci mi parve sempre il più sciagurato che trovisi nella storia.

Gli uomini si stancano facilmente di versare il loro sangue a pro di qualche individuo che crede di ricompensare largamente i pericoli dei soldati coi tesori da lui accumulati. Lo stesso non può dirsi di un’armata che combatte pro aris et focis.

I re scontano caramente la loro incuria o il loro disdegno per gli storici.

Le sorprese devono al pari delle cospirazioni scoppiare come il fulmine.

Le simpatie di una nazione vacillante non possono aggiungere alcuna forza ad un’armata.

Il mestiere dell’individuo è pure eccellete nei tempi moderni come lo era nei tempi addietro. E’ un industria e che ha bisogno di poco coltura; cosicché fece dire a Molierè, che era più facile ingannare gli uomini che divertirli. Tutta l’arte d’un vero negromante consiste nella sfrontatezza, nella ciarla, nella destrezza,  e in quella sorte di perspicacia che ci fa giudicare a prima vista gli uomini che vengono a consultarci.

Nella storia e nella filosofia lo scetticismo è una virtù.

Un sovrano può con una condotta retta, sincera e semplice rendere felici i suoi popoli e se stesso.

Il rimo pensiero dei sovrani deve essere quello arrendersi ai voti e ai bisogni dei popoli, e di cercare nella pace i rimedi agli infortuni che aggravano su tutte le nazioni nei tempi di guerra.

I sovrani non sono angeli ma uomini, e talvolta sono soggetti più degli altri ad errare e lasciarsi trascinare.

La sovranità è ereditarietà solo perché l’interesse dei popoli lo richiede; in fuori di questo principio non vi esiste legittimità.

Quando alcuno cerca ogni modo di suscitare disordini civili e sommovimenti politici si espone a divenirne vittima.

I vulcani teologici si spengono coll’acqua e non coll’olio.

Il lavoro assicura il riposo della società e la felicità dell’individuo.

La tragedia infiamma l’anima, eleva il cuore, può e deve creare gli eroi.

L’altra tragedia è la scuola dei grandi uomini.

L’uomo non ha mai il diritto di uccidersi.

Il lavoro è a falce del tempo

Il dispotismo militare comprime i sentimenti generosi; la tirannia sacerdotale li soffoca.

I teologi di tutte le religioni sono tutti eguali; non risparmiano a parole o ascritti per accomodare secondo le loro passioni, la loro autorità o i loro capricci la legge di Mosè, o di quella di Gesù Cristo o di Maometto.

La teologia prescrive regole sicure per il governo spirituale, ma non per il governo delle armate e dell’amministrazione.

Non si devono giudicare gli uomini dalla fisionomia, ma sebbene metterli alla prova.

Tanto peggio per coloro che non credono alla virtù.

In tutti i paesi la violazione è un delitto mostruoso.

Il coraggio e la virtù conservano gli Stati; i vizi li rovinano.

La vita di un cittadino appartiene alla patria.

Vi sono vizi e virtù di circostanza.

La verità trapassa le nubi, risplende come il sole ed è al pari di esso non peritura.

La vita è cosparsa di tanti triboli e può recare tanti mali che la morte non è il male maggiore.

Un ghiottone difende eroicamente il boccone che ha in bocca.

Si riesce talora nell’intento piuttosto per opera del servo che altrimenti.

Vivere è soffrire; e l’uomo onesto lotta sempre per padroneggiare se stesso.

La vita di un uomo è uno specchio in cui si può leggere ed istruirsi con frutto.

Non vi ha nulla di grande nel terminar la sua vita a guisa di chi ha perduto ogni suo avere al giuoco. Vi è molto maggior coraggio a sopravvivere ad un infortunio immeritato.

Un padre che ha di recente perduto i suoi figli non può pregustare nessuna delle probabilità della vittoria.

La vittoria e i disastri rannodano legami indissolubili fra le armate ed il loro comandanti.

La vita monotona e stupida ispira talvolta alla mente di certi uomini idee a cui nello stato di libertà non avrebbero mai pensato.

Il patrimonio della storia dovrebbe essere la sola verità. In questo sol modo ella è onoranda e degna di servire ad eterno insegnamento agli uomini